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| Ogni giorno che passa, sempre più persone si rivolgono al
medico naturopata. Questo, è un segnale estremamente positivo, perchè sancisce una importante presa di coscienza da parte della popolazione che, lentamente, ma, inesorabilmente, si sta sempre più stancando degli insuccessi terapeutici della medicina ufficiale che, come se non bastasse, oltre a non migliorare le condizioni del paziente, ne crea un ulteriore peggioramento, causa i pesanti effetti tossici della terapia farmacologica. Sono sotto gli occhi di tutti, i recenti casi, purtroppo mortali, di effetti tossici delle statine, usate per la terapia dell'ipercolesterolemia, la sospensione dal commercio di alcuni farmaci per dimagrire, causa di gravi alterazioni cardio-polmonari e, negli ultimi giorni, la notizia della morte, per sospetta epato-tossicità di un paziente in terapia con la "abusatissima" NIMESULIDE. Questi, ben inteso, sono casi limite, per fortuna rari, ma cosa dovremmo dire dei ben più frequenti casi di reazioni indesiderate ai farmaci come orticaria, prurito, diarrea, bruciori gastrici, ecc.....intossicazioni vere e proprie, che passano inosservate alla maggioranza, ma non certamente al paziente che ne è vittima; questa enorme massa di persone sofferenti, raggiunto il limite di sopportazione, inevitabilmente, arriva dal naturopata, che, a sua volta, si trova di fronte ad una situazione doppiamente grave: il problema di fondo del paziente e, in più, gli effetti tossici della terapia farmacologica seguita dal paziente stesso; il compito del naturopata, a questo punto, è doppiamente difficile, perchè deve prima di tutto disintossicare il paziente, e, successivamente, guarirlo dal problema originario. Questo iter terapeutico è più lungo, determina necessariamente un iniziale peggioramento delle condizioni cliniche, legato alla rimozione, dai tesuti organici, delle tossine che, rientrando in circolo nel sangue, causano il cosidetto "PEGGIORAMENTO OMEOPATICO"; solo dopo aver rimosso le tossine ed averle eliminate tramite i fisiologici organi emuntori (fegato, reni, intestino, cute ) , è possibile intraprendere il cammino terapeutico del problema di fondo. Ecco perchè la terapia naturale, porta, nella maggioranza dei casi, alla guarigione della malattia, mentre la terapia farmacologica porta solo ad un momentaneo ed effimero miglioramento sintomatologico. Questo succede perchè la medicina naturale colpisce la causa della malattia, mentre la medicina tradizionale colpisce il sintomo della malattia. Manca, purtroppo, una adeguata informazione sanitaria, volta a far capire che non dobbiamo perseguire il "presto e bene", bensì mirare a raggiungere il riequilibrio energetico del paziente e una sua profonda pulizia dalle tossine ( alimentari, farmacologiche o ambientali che siano ). Il mio invito ai navigatori, è quello di diffidare del medico che prescrive facilmente antibiotici, antinfiammatori e cortisone perchè, è vero che il vostro sintomo si risolverà in tempi brevi, ma è altrettanto vero che, successivamente, uno nuovo e più grave comparirà, innescando un circolo vizioso da cui è difficilissimo uscirne; l'organismo umano, si comporta come una grande "lavatrice": centrifuga le tossine nel tentativo di eliminarle; tende cioè a superficializzare il danno, nel tentativo di salvaguardare la funzione di organi nobili come cervello, cuore, reni, fegato. Ecco perchè, ad esempio, trattare con del cortisone una qualsivoglia dermatite, porta sì alla scomparsa della dermatite, ma spesso porta anche alla comparsa di asma bronchiale; porta cioè ad un approfondimento della patologia che, se fosse stata subito trattata in maniera naturale, sarebbe inizialmente peggiorata, e successivamente guarita!! CONCLUSIONE: QUALUNQUE SIA IL PROBLEMA, INTRAPRENDERE SUBITO LA VIA DEL NATURALE, E CONFINARE L'UTILIZZO DEI FARMACI SOLO PER PATOLOGIE A CARATTERE ACUTO!!!! |
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